L’attuazione degli aumenti tariffari del “Giorno della Liberazione” negli Stati Uniti avrà un enorme impatto su singoli settori e imprese e smorzerà ulteriormente il sentiment. Tuttavia, la valutazione iniziale suggerisce che la recessione globale sarà probabilmente evitata, anche con tariffe superiori al 45% su Cina e 20% medio su UE.

Nel giro di due o tre anni, le importazioni statunitensi potrebbero diminuire di circa il 15% a causa delle reciproche tariffe. L’effetto sul PIL mondiale: fino a 0,5 punti percentuali quest’anno e a 1 punto percentuale nel 2026. Impatti potrebbero essere più significativi per le economie con esportazioni vs US con quota elevata del loro PIL. Il nuovo piano tariffario non elimina l’incertezza. Un periodo più lungo di incertezza tariffaria può incidere sulla crescita complessiva del PIL e sugli investimenti, con effetti negativi ancora più rilevanti rispetto alle previsioni del Modello Economico Globale utilizzato da Oxford Economics. La negoziazione tra Paesi sarà complessa e lunga. Le tariffe in genere aumentano rapidamente ma diminuiscono lentamente. Sono coinvolti anche temi di non-tarif-barriers.

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